“Sconti di Eni e IP? Iniziative utili, ma servono interventi strutturali su IVA e accise.”
«Gli sconti temporanei introdotti da compagnie come Eni e IP rappresentano sicuramente un segnale di attenzione verso gli automobilisti e gli autotrasportatori, ma non possono essere la soluzione definitiva al caro carburanti. Le promozioni private e i tamponi provvisori non bastano: senza una riforma strutturale su IVA e accise, rimaniamo esposti alla speculazione internazionale e a prezzi insostenibili.
L’esperienza estera ce lo dimostra: la Spagna, portando l’IVA al 10% e intervenendo direttamente sulla fiscalità, è riuscita a mantenere la benzina e il diesel costantemente sotto la soglia dei 2 €/litro, mentre in Italia continuiamo a registrare picchi fino a 2,35 €/L per il gasolio.
L’impatto sul costo dei beni di consumo e sull’inflazione è devastante, e a farne le spese sono soprattutto le aziende meno strutturate, che non riescono ad assorbire queste continue oscillazioni e rischiano la chiusura. Serve il coraggio di tagliare le tasse sui carburanti in maniera permanente.»
